Web Toolbar by Wibiya purasse!, L'integrazione va fatta a tutti gli effetti. Senza se, senza ma, basta che ognuno stia a casa propria.
L’integrazione va fatta a tutti gli effetti. Senza se, senza ma, basta che ognuno stia a casa propria.

Continuano i vaniloqui dei nostri politicanti sul tema della cittadinanza agli stranieri (ne avevamo già parlato, qui).

Massimo Seri rilancia l’idea della cittadinanza onoraria per i bambini figli di immigrati. Bene, benissimo, ma forse meglio sarebbe parlare di “cittadinanza”, e basta. Senza nessun titolo onorario. Un qualcosa che spetta per diritto e non per meriti particolari.

Ma meglio ancora sono le risposte a Seri. Avete presente il cane di Pavlov, quello che iniziava a salivare non appena il padrone suonava un campanello, perché sapeva che arrivava la pappa? Ecco, Zaffini è uguale. Quando si parla di stranieri, di extracomunitari, non si finisce di dire “extr…” che lui già ringhia ed inizia a sparare stronzate. E’ fatto così. Si chiama riflesso condizionato.

Poi arriva Montalbini, PdL. Uno dei tanti che in consiglio comunale ha bocciato la proposta di riconoscere il diritto di cittadinanza nati in Italia da genitori stranieri. Succo del discorso: non esistono cittadini di Serie A e di Serie B. Però gli stranieri in Champions League non ce li voglio. Blatera, nel suo comunicato, di un concetto di cittadinanza che è sinonimo di “vivere in sintonia con la propria terra”. Un ladro italiano non vive in sintonia con la propria terra, eppure è italiano ugualmente. Un mafioso, vive in sintonia con (parte de) la propria terra, ed è italiano. Posso non accettare nulla, né usi né costumi della mia terra, ma essere comunque italiano. Insomma, morale: a Montalbì, ma checcazzo stai a ddì?

Lo dicevamo qualche post fa. Questo è un argomento serio. Forse non il più stringente, non il più importante da trattare. Ma serio. Talmente serio che andrebbe maneggiato con cura, non col pressapochismo e le idee campate per aria di questi tizi.

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Ps: il titolo non è farina del nostro sacco, of course. Cliccate qui.

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